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Aspettando che esse
abbiano a disposizione nuovi farmaci meno invadenti e soprattutto
che gli studi sulla biologia molecolare forniscano nuove
informazioni utili al debellamento delle cellule cancerogene mi
chiedo:<< E se su un’altra galassia, su un pianeta chiamato
Therapeía, esistesse una nuova cura che si basa su strutture,
nozioni e terapie riconosciute che non avevamo pensato di utilizzare
in sinergia senza il bisogno di impiegare ingenti risorse
economiche? E se venisse presa in considerazione anche da noi? E se
sperimentata desse degli effetti positivi? Per il progresso
scientifico, per il superamento di questa malattia che aggredisce e
invade, cercheremmo di sperimentarla oppure no? >>. Il mondo
accademico giustamente prenderebbe le distanze, guarderebbe la
questione con prudenza, e se in buona fede, controllerebbe
l’applicabilità della terapia. Però, la vita c’insegna che non è
tutto così semplice e che sovente in questi casi ci si avvicina ad
un filo spinato in cui s’intrecciano gli interessi economici delle
case farmaceutiche e le “Elites” che controllano le sperimentazioni. Segue...
Posizionando le tessere, la
struttura portante del puzzle si è formata…
Nel caso in cui, accertati
gli aspetti favorevoli, fosse ritenuta non nociva e valida, è una
struttura open source che aspetta le indicazioni degli esperti per
essere migliorata, arricchita, corretta, ottimizzata e perfezionata.
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